STUDIO7B entra a far parte del progetto MAKERS HUB VILLAGE con Giovanni Tomasini

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Il Palazzo Martinengo Colleoni è uno splendido palazzo storico, gioiello bresciano, all’angolo fra via Moretto e corso Cavour, affacciato su piazzetta Sant’Alessandro; che fu sede del Tribunale di Brescia fino al 2009. Nel 2015 viene ribattezzato BREND e rilanciato a nuova vita, con un progetto nato in vista dell’Esposizione universale EXPO 2015.
Nel 2016 cambia nuovamente nome, a preannunciare nuovi entusiasmanti progetti: Brescia da il benvenuto a MO.CA. Un nome che sentirete spesso e che racchiuderà l’intero ventaglio di iniziative, permanenti e temporanee che animeranno lo storico palazzo nei tempi a venire. Il nome altro non è se non l’acronimo geografico del crocevia che incornicia lo stabile seicentesco, posto fra via Moretto e Via Cavour.

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Il comune di Brescia da quindi il via dal 2017 al progetto MAKERS HUB VILLAGE, coinvolgendo le quattro associazioni artigiane, Confartigianato, Associazione Artigiani, Cna e Assopadana; per “edificare” un polo creativo dedito all’innovazione, alla coprogettazione, allo sviluppo di start up e di nuove imprese. Oggetto dell’iniziativa 13 makers under 35, ai quali andrà la disponibilità di altrettante sale dell’ala del palazzo rivolta verso Palazzo Lechi.

Terzo sul podio della graduatoria, uno dei pilastri portanti di Studio7B e del FAB LAB Brescia: Giovanni Tomasini, giovane designer ed artista emergente, già ampiamente riconosciuto a livello internazionale per i suoi progetti. Il 2017 vedrà Tomasini coinvolto a 360° nell’ “alveare creativo” del MO.CA, con un l’apertura di un inedito atelier, dove produrre e presentare al pubblico opere artistiche e moderne autoproduzioni di design.
Oltre che un creativo, Tomasini è infatti anche un “maker”, protipa in prima persona i suoi progetti di design e talvolta li autoproduce, realizzando prodotti finiti in edizioni limitate. Preziosa sotto questo aspetto, è la sua stretta collaborazione con il FAB LAB di Brescia, una fucina creativa che dispone di avanzate tecnologie di stampa 3D e taglio laser.

Il suo lavoro esplora quell’area di confine nella quale si sviluppano i rapporti tra arte e design, con influenze importanti tanto nell’arte (Piero Manzoni, Man Ray e Marchel Duchamp) quanto nel design (Philipe Stark, Bruno Munari e Fabio Novembre).

Da sempre attratto ed affascinato, da quei progetti di arte e di design, che superavano gli stereotipi di forma, colore, supporto o materiale. Le sue opere sono una dichiarazione di guerra, verso quel senso di irrealtà essenziale, dato dalle relazioni fra oggetto, forma e funzione; pennello, tinta e tela. Da questo pensiero, nascono originali progetti di design etico e sostenibile, come MINO, il nano da giardino in compost fertilizzante; la collezione di arredi in cartone per bambini “Friends of paper” con oltre il 60% di elementi riciclati; la linea di arredo ecologica “Pallet Style”; il sistema “Silent Box” che azzera il segnale di rete negli smartphone, per concedersi una tregua dal mondo digitale; e molti altri ancora.

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Il lato più pittorico di Giovanni Tomasini, è fortemente ispirato da soggetti classici e storici, anche contemporanei, ma sempre, strettamente legati alla cultura italiana. Opere artistiche realizzate con le più svariate tecniche, da quelle più tradizionali, fino a quelle più attuali, prese in prestito alla “street art”. I supporti sono fortemente materici, materiali spesso sofferti, screpolati e consunti, che hanno già di per sé una lunga storia da raccontare. Qui nasce la serie “Iulia” ed i molti ritratti, di piccolo o grande formato.

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